13/02/13

Recensione di Le affinità Alchemiche di Gaia Coltorti

Le affinità alchemiche è il libro di debutto di Gaia Coltorti, giovane studentessa universitaria di Jesi. Ha 20 anni, ma ha scritto il romanzo a 17, dimostrando grande bravura ed estrema maturità poichè il tema è veramente complesso  da affrontare anche per un adulto.

Giovanni e Selvaggia sono due gemelli separati praticamente alla nascita. L'uno cresciuto a Verona col papà notaio e l'altra con la mamma commissario di polizia a Genova. Sennonché i due genitori diciotto anni dopo riprovano a tornare insieme benchè inizialmente le due tornino a Verona per il lavoro della madre dei gemelli. Notizia che non rende troppo felice Giovanni, che teme di perdere la sua indipendenza. Però quando le due arrivano a casa il giovane sente la voce della gemella e scatta un'alchimia, qualcosa che i due non potranno fermare.

Ci sarà dato conoscere i due nel profondo. Lui silenzioso, riflessivo, serio, nuotatore per passione. Lei che ama piegare gli altri alla sua volontà, ai suoi giochi, a tratti dolce, a tratti aggressiva e grande ginansta di ginnastica ritmica. Una mutevolezza eterna di modi di essere. Tutto ciò spiazza Giovanni che crede di essere il suo zerbino poichè conosce solo lui a Verona.
Però le cose presto cambiano e , tra alti e bassi, i due si svelano, si corteggiano. Tentano di resistersi, ma inutilmente. E le cose precipitano, il loro rapporto diviene sempre più intimo, profondo e pure. Benchè "Puro" al mondo sembrerebbe abominio. Fratello e sorella insieme? Orrore! Senza considerare che per anni han vissuto divisi, si rincontrano quasi adulti e la passione scocca. Inevitabile. Si attraggono e vivono il loro amore. Sono bravi a dissimulare. Anche se la madre cerca di tenerli divisi, SOno troppo attaccati, dice.

Chiaramente le storie di questo calibro non sono mai felici fino in fondo, che si faccia o meno tifo per i protagonisti.

Ho riscontrato un unico difetto. La narrazione onnisciente dell'autrice che parla in linea diretta con Giovanni. Non so ma spesso l'ho trovato irritante.
Sul resto tutto ottimo. Linguaggio eccezionale, delicato, nessun errore di grammatica. A tratti moderno ed a tratti classico". Come leggere un volume dei migliori scrittori tardo ottocenteschi capaci di utilizzare il nostro linguaggio e renderlo poetico. Una sorta di "Cime Tempestose" dei giorni nostri.
Anche se dovessi pensare ad un'analogia letteraria citerei senz'altro ROmeo e Giulietta, opera menzionata nel romanzo. I due amanti qui non devono preoccuparsi di un "semplice" odio tra famiglie poichè la loro famiglia si è addirittura riunita, ma del loro sangue traditore.


LA storia è splendida, anche se per 3/4 del libro non l'ho apprezzata, solo nell'ultimo pezzo. Sarà che ho provato immediata antipatia per la nostra Selvaggia. Troppo presuntuosa (anche se serve a difendersi) e troppo prepotente, incurante degli altri se non di se stessa. Però dopo un pò ci si fa il callo e si continua la lettura.
Devo dire che in tema preferisco "Proibito" di Tabitha Suzuma (Clicca qui per la recensione) e il manga di Splendid Love Story, strappalacrime e super coinvolgenti da subito. Sarà che non ci sono le classiche atmosfere italianeggianti che di solito amo di rado.

E' comunque una lettura che consiglio, soprattutto agli amanti delle storie d'amore travagliate, etiche o meno.

8 commenti:

  1. Beh dai tutto sommato non sembra niente male :)
    Ci farò un pensiero *-* grazie per la recensione!

    Comunque Proibito è stato speciale non penso lo dimenticherò facilmente :')

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    1. A me aveva attirato subito vista la tematica spinosa. Sarà l'ennesimo volume, tra libri e manga, che leggo che ne parla! Amore per il masochismo u.u"
      E' cmq un bel libro; vale la pena se fai pace con quel dettaglio narrativo che a me ha irritato!
      Anche se Proibito resta nel cuore! Non può non essere così!

      Felice di averti incuriosita^^

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  2. Storia irritante e patetica, stile petulante e pedestre, a tratti esagerato e fuori luogo, agghindato con varie contaminazioni letterarie tanto da sfociare nel "barocco" fanno di questo un romanzo intrinsecamente fragile e scarso.

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    1. Mi spiace caro anonimo che non ti sia piaciuto. Spero troverai Letture per te piu stimolanti,complete e di valore

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  3. Nel caso che ora vi sottopongo, si tratta di una recensione favorevole a “Le affinità”, ma questo non deve farci ombra né distrarci, allorché prestiamo orecchio all’adatta varietà (e qualità) dei registri argomentativi e interpretativi attraverso cui il libro viene interrogato da Angelo Guglielmi – proprio lui, il mitico direttore che ha trasformato la cenerentola Rai3 in una rete innovativa! – in vista d’una valutazione critica:

    “Lo incontrai per la prima volta, [questo testo], in un premio letterario – “Pagine Nuove” N.d.R – di cui ero in giuria. Non esitai a considerarlo, dei tantissimi arrivati, l’unico degno di considerazione. Quasi di meraviglia. Scopro che l’autrice ha solo diciannove anni, e non posso non rimanere ammirato; non tanto per la sgradevolezza del tema trattato (e il coraggio di affrontarlo), ma per la sua (di un’autrice ancora quasi adolescente) capacità di raccontare una storia così ardua in modo semplice (senza ricorso ad astuzie stilistiche), non compromettendone la credibilità.
    “La ricerca della verosimiglianza, che nel passato era l’obiettivo di un narratore, oggi (con la crisi delle filosofie del vero – anche se Maurizio Ferraris è di parere contrario), è una scelta impraticabile e fallimentare (se non per la narrativa commerciale). Ma ‘Le affinità alchemiche’ della Coltorti è tutt’altro che un romanzo di consumo (…) e piuttosto si presenta come un puzzle psicologico insolvibile, di cui lei (la Coltorti), misteriosamente indovina lo scioglimento. Non so se tanta facilità di penna è legata alla stato di grazia dell’esordiente (che non ha bisogno di conoscere per sapere), o a più radicate motivazioni che (se esistono), scopriremo con il secondo romanzo”.

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    1. Ottima analisi, anche io sono rimasta colpita dalla giovane età e dalla capacità di un tema simile.

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  4. Ciao! Come promesso sono passata a leggere la tua recensione; mi interessano i confronti, soprattutto se si possono fare in modo costruttivo.
    Ovviamente sai perfettamente come la penso a proposito del romanzo, perciò non mi dilungherò. Sono certa, però, che lo stile dell'autrice sia sufficientemente particolare da piacere o non piacere affatto. E questo spiega le nostre divergenze di opinione. =)

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    1. Condivido appieno quel che dici! E ti ringrazio per essere passata a leggere la recensione per un onesto raffronto! Sei stata gentilissima ^^

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