13/02/13

Recensione di Zio Vampiro di Cynthia D. Grant

Zio Vampiro è un mini libro della nota autrice americana, famosa soprattutto in patria per racconti per ragazzi e giovani adulti, che appare falsamente fantasy e falsamente semplice.

Conosceremo la bella Carolyn, sedicenne affascinante ed amata da tutta la scuola, con ottimi voti ed ottime prospettive per il futuro.
Purtroppo però la sua vita non è altrettanto semplice.
A casa il padre è sempre nervoso e non osserva mai ne lei ne i fratelli che non devono mai dare problemi, il lavoro gli va male. Inoltre devono essere sempre bravi e silenziosi perchè la madre è depressa e tutto potrebbe farla crollare.
Il suo unico appoggio, Gioia, sua gemella, fa la brava, fa felici tutti e fa finta che tutto in famiglia sia bello e perfetto. Soprattutto il rapporto con Zio Tobby che, in realtà, è un vampiro, sta a casa loro perchè è incapace di tenersi un lavoro. Tiene sveglie le due gemelle (anche se è Carolyn a subire di più) per prosciugarle e nessuno in famiglia si accorge di nulla ne fa nulla. Nemmeno Richie, loro fratello che inizia ad essere sempre più schivo e chiuso , l'unico che capisce cosa succede o almeno lo intuisce.
Carolyn vorrebbe tanto raggiungere Maggie, la sorella che è andata via di casa per rifarsi una nuova vita all'università. Ormai non ce la fa più. Non dorme, non riesce a studiare, ad uscire, ad avere amici, una vita vera.

Solo più tardi riuscirà a dire la verità, a salvarsi e dire veramente come lo zio sia un vampiro, come Gioia sia solo il suo alter ego che le permette di non cedere, di come la finzione la faccia stare a galla. Mentre tutto attorno a lei cade, precipita, si rompe.

Questa storia ci mostra il peggio che si cela in tante, troppe famiglie. Fuori sono belle e simpatiche, ma non ti fanno mai entrare. Potresti capire cose che non dovresti. O se ci sei ti tengono così bene intrattenuto che non puoi fare domande e guai se qualcuno della parentela sbaglia battuta. Guai se volesse dire la verità, l'ingrata pecora nera della famiglia perchè "tutto va bene e deve comportarsi come si deve, il/la bugiardo/a".
I drammi domestici sono una dura realtà in tutto il mondo. Qui si narra della California, ma anche l'Italia ne è zeppa; un paese dove le strutture per chi ha problemi sono spesso insufficienti, non sanno aiutare e poco dopo ti rispediscono a casa dove tutto ricomincia perchè non si è risolto, rafforzando il muro di omertà per cui parlare non serva a nulla. Tanto torno da dove sono venuto/a, no? Quindi parlare è male, parlare non risolve, nessuno deve sapere, è inutile. Insomma solo poche realtà permettono di potersi rialzare in piedi e tagliare i ponti col passato. In Italia come in molti altri luoghi.

E la battaglia per ridurre almeno il numero di queste famiglie distrutte è ancora lunga. E spesso parte da amici e conoscenti, familiari che "Non vedono", quando bisognerebbe "scagliare la prima pietra" per far sentire la propria vicinanza al malcapitato di turno.

Un piccolo racconto che parte da una narrazione semplice, quasi frivola e dal finale inaspettato e struggente.

4 commenti:

  1. Finito proprio oggi! Mi è piaciuto tantissimo..

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