12/01/18

Recensione de Il caffè delle seconde occasioni di Alison Kent

Trama:Kaylie ha deciso di tornare a Hope Springs, la cittadina in cui è cresciuta circondata dall’affetto di Winton e May, che l’hanno accolta nella loro famiglia come una figlia. Ora che non ci sono più, ha acquistato la casa in cui ha vissuto con loro e ha deciso di trasformarla in un ristorante, il Two Owls Café. Kaylie vuole dare una svolta alla propria vita, e vuole farlo a partire dalla passione più grande che May le ha trasmesso: preparare dolci, soprattutto brownies. Sarà Ten Keller, il tuttofare più abile della città, gentile e affascinante, a occuparsi dei lavori. Ten è subito attratto dalla nuova arrivata, ma l’animo di Kaylie è chiuso e indurito dalle esperienze drammatiche di un passato che la tormenta ancora nei suoi incubi notturni. I suoi veri genitori l’hanno abbandonata da bambina, e lei ha bisogno di scoprire come sono andate le cose. Quando anche Ten le rivela una macchia oscura nei propri ricordi, Hope Springs sembra poter diventare lo sfondo perfetto di una splendida storia di amore e di riscatto.
Per una challenge a cui partecipo sono diventata matta a cercare di capire che libro fosse quello che avrei dovuto indovinare tramite un incipit. Grazie alle mie compagne che lo hanno trovato (grazie Spacciatrice di Libri), però non mi ispirava e sapevo che avrei rischiato la lapidazione nel caso non lo avessi letto, così è finito nelle mie letture immediate.
Tutto comincia con Kaylie che effettua un pagamento (tacci sua!!! Farsi i fatti propri??XD) per rilevare la casa dei suoi ex genitori affidatari ed avviare un caffè. Da tempo il richiamo di casa era forte e voleva riallacciare un legame con la parte buona e chiara del suo passato, ma al contempo cercare la verità sul perchè la sua storia familiare sia stata tanto disastrosa e per farlo dovrà cercare informazioni sui suoi genitori che non hanno mai chiesto di lei ne l'hanno, a quanto pare , cercata. 

09/01/18

Recensione di le nostre anime di notte di Kent Haruf

Trama: È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?
Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.

Avrei voluto leggere questo libro a novembre, ma non mi è arrivato per tempo.
Se non mi fosse stato proposto probabilmente nemmeno lo avrei considerato. I protagonisti sono due anziani e non sono i miei personaggi preferiti di solito, però gli ho dato una possibilità.

L'inizio della storia è particolare. Addie, settantenne in ottima forma, propone a Louis, vedovo come lei, di passare la notte insieme e farsi compagnia. Inaspettatamente lui accetta e così inizia una routine rassicurante per i due vecchietti, nonostante all'inizio ci sia voluto un pò ad ingranare il rapporto.
Purtroppo i due abitano in un centro urbano piccolo e chiuso di mente. 
I due verranno criticati da tutti, perfino dai figli, ma i due se ne fregano e vanno avanti.

08/01/18

Recensione di Tutto Cambia di E. J. Howard - I Cazalet -Quinto volume

Trama: …E alla fine sono arrivati gli anni Cinquanta. Quest’ultimo romanzo della saga dei Cazalet si apre con una perdita significativa: la Duchessa viene a mancare. Andandosene, porta via con sé gli ultimi frammenti di un mondo che sta scomparendo: quello della servitù domestica, della classe sociale, della tradizione. È quel mondo polveroso, dalle atmosfere d’altri tempi, che ci aveva conquistati all’inizio di questa appassionante storia. Molti anni sono passati, molte vicende ci hanno fatto sorridere e commuovere, molte cose sono cambiate. Il mondo moderno si dimostra pieno di insidie, e gli uomini Cazalet si rivelano poco equipaggiati per affrontarlo e incapaci di seguire le orme del padre: la gestione dell’azienda di famiglia non è cosa facile, e ogni certezza viene meno. Nel frattempo, le donne cercano di farsi strada, ognuna a modo suo. Louise, ormai divorziata, resta invischiata in una relazione con un uomo sposato, mentre Polly e Clary faticano a conciliare il matrimonio e la maternità con le loro idee e ambizioni lavorative; Villy, da tempo abbandonata dal marito, alla fine deve imparare a vivere in maniera indipendente. Ma sarà Rachel, che ha sempre vissuto per gli altri, a dover affrontare la sfida più difficile… Nelle commoventi pagine finali, una nuova generazione Cazalet si ritrova a Home Place per Natale. Solo una cosa è certa: niente sarà mai più lo stesso.

Ed eccoci alla fine. 
Quando ho aperto il libro, la prima sorpresa  è stata: ma i capitoli sono brevi, inaudito per la Howard. E già qui dovevo iniziare a tremare. Invece mi sono goduta la lettura bella tranquilla.
Le vicende riprendono pochi anni dopo, nel dopoguerra ed è tutto vivace, eccezioni a parte (vedi Villy è l'incapacità di andare avanti).
Polly e Clary sono immerse nelle loro vicende familiari. L'una fagocitata da progetti, quattro figli ed una casa più grande di lei. L'altra annullata dalla questione economica (e la capisco molto, molto, molto bene) e che ha messo momentaneamente da parte il proprio sogno di scrittura perchè la vita familiare è bella ed appaga, ma impiega ogni energia. Quest'ultima affronterà anche un'imprevedibile crisi che mi ha sconvolto un sacco!

06/01/18

Recensione de la ghostwriter di Babbo Natale di Alice Basso

Trama: Per la maggior parte delle persone il Natale è il periodo più bello dell’anno: strade illuminate, cene in famiglia, regali da scartare. Ma non per Vani Sarca. Per lei, che normalmente odia la prossimità delle persone, il Natale è il peggior incubo che si possa immaginare. Non vorrebbe fare altro che restarsene da sola a leggere i suoi amati libri e continuare a indossare il suo look noir, così poco in tono con le tinte natalizie. Eppure una ghostwriter come lei non può mai andare in vacanza, nemmeno a Natale: c’è sempre bisogno della sua dote speciale, della sua capacità di comprendere le persone solo da un gesto, da un’inflessione della voce, da un atteggiamento. Insomma, anche sotto le feste deve vestire i panni di qualcun altro... e non di uno qualunque, ma addirittura di Babbo Natale. 

Ho deciso di concludere le festività natalizie con una recensione più adatta al 25, ma in un certo senso siamo ancora nel periodo. 
Da troppo tempo non leggevo nulla di Alice Basso ed è come bere acqua fresca dopo ore nel deserto rovente. Peccato che il racconto sia così breve, quasi una bottiglia da 0.50 cl.
La brevità però è compensata dalla qualità e  da una chicca che molti lettori hanno desiderato : Vani Sarca agli inizi, prima ancora de Le edizioni L'Erica.
Infatti, nei libri ufficiali conosciamo una Vani scafata, già avviata al mestiere, più che cinica. Ma la Vani giovanissima, bimba proprio, non me la sarei mai aspettata come regalo di Natale.
La troviamo felicissima di poter stare a casa, malata, sola il giorno di Natale che tra l'altro odia. Ma che idea ha la sua famiglia "amatissima"? Andare a trovarla perchè da sola a Natale non può stare! Chiaramente mescolando abilmente recriminazioni a finta preoccupazione. Ovvero la catastrofe! A salvarla però ci pensa una crisi dal piano di sopra che crea un parapiglia rumoroso... C'è una festicciola natalizia tra bambini delle elementari, ma uno di loro ha rubato un gioco, non si sa chi e rischiano di scannarsi anche i genitori. Pur di liberarsi della famiglia Vani è ben felice di immergersi tra gli infanti, non sapendo ancora che dovrà fare la ghostwriter per conto di Babbo Natale.
E quante risate ragazzi! Vani è nata spettacolare, c'è poco da discutere. Nemmeno mezz'ora di lettura, ma comunica più questo racconto che storie da mille e passa pagine  a volte.
Io vi consiglio di fare questo tuffo nel passato a costo zero. Sì, zero, perchè Alice Basso ci ha fatto questo regalo di Natale.

05/01/18

Movie Review: Ballerina

Che io ami l'animazione non è un mistero per nessuno e posso solo che ringraziare i giapponesi.
E' da marzo che cerco di vedere questo film e finalmente ci sono riuscita! Volevo vederlo io, ispirava mio figlio e ce l'abbiamo fatta apprezzandolo molto. Lo abbiamo pregustato tramite il libro del film, ma le pellicole animate sono migliori nella loro forma originale. La versione cartacea è per rivivere le scene più belle.
Cosa ho amato della storia?
L'animazione tardo ottocentesca, infatti Félicie, orfana francese, scappa dall'orfanotrofio assieme all'amico Victor alla volta di Parigi ognuno per coronare il proprio sogno: lei diventare ballerina di danza classica e lui un famoso inventore. I due arrivano quando la Tour Eiffel è ancora in costruzione e le cose non sono facili da subito, soprattutto per lei che scampa a varie avversità per finire ad assistere alle prove della famosa ballerina Rosita Mauri e  trovare amicizia in Odette,la sguattera della famiglia Le Haut. Grazie alla furbizia ruberà l'identità e il posto alla scuola di danza dell'Opéra a Camille, la rampolla di casa, ma il cammino sarà difficile.  Riroverà Victor (o meglio lui trova lei), stringerà altri legami e lotterà duramente per il suo sogno.
Altro punto forte della storia: non arrendersi mai, dare completamente sè stessi per raggiungere l'obiettivo e realizzare il proprio sogno, nonostante le avversità.
Poi bè le musiche, Parigi, la danza classica che è di una grande grazia come disciplina, l'agilità di Félicie e le sue improvvisazioni, la lealtà di Victor, l'antagonismo tra Félicie e Camille che c'è dalla prima volta che si sono viste in casa di lei.
Un film proprio bello sotto tutti i punti di vista e per ogni età, regala gioia, speranza e voglia di fare.

04/01/18

Recensione di Allontanarsi di E. J. Howard

Trama: È il 1945 e la guerra è finita. Il momento tanto atteso e sognato dai Cazalet per anni è finalmente arrivato. Eppure l’eccitazione di fronte alla notizia che le armi sono state deposte è ormai sopita, e l’Inghilterra è ancora paralizzata nella morsa della privazione. Mentre l’impero si disgrega, a Home Place i Cazalet si apprestano a trascorrere quello che ha tutto il sapore dell’ultimo Natale insieme: il sapore malinconico del tempo che passa. I bambini sono ormai cresciuti, le ragazze si sono fatte donne, gli adulti cominciano a invecchiare.

La lunga convivenza forzata è finita e la libertà obbliga a prendere delle decisioni: dovrebbe essere un momento felice, ma la guerra ha lasciato una ferita profonda, e ricominciare non è facile. Il futuro è incerto e una patina triste ammanta le giornate. Per ognuno è giunto il momento di prendere la propria strada, e inevitabilmente ciò porterà i membri della famiglia ad allontanarsi l’uno dall’altro.
In questo riassetto difficile, gli amori faticano più di tutti: le coppie che erano state divise dalla guerra stanno lottando per rimettere insieme i pezzi, mentre per quelle che la guerra aveva tenuto insieme forse è ora di ammettere il proprio fallimento. Ma nelle ultime pagine comincia a soffiare un vento nuovo: ce ne accorgeremo nel finale a sorpresa, che riaccenderà la speranza…

Ho iniziato questo libro a dicembre per poi abbandonarlo a dicembre perchè il periodo era frenetico, avevo altro da leggere ed ai Cazalet occorre dedicare tempo.
Gennaio non è che sia un mese senza impegni, ma almeno il tour de force delle festività è finito.

Quando giorni fa ho ripreso il volume pensavo di intitolarlo "Mai una gioia". 
Rupert è tornato dalla Francia, vivo contro tutti i pronostici ed oltre i termini della fine del conflitto. Di cosa abbia fatto in Francia e come abbia vissuto in tutto questo tempo non è dato saperlo, anche se al lettore viene fatto ben più che intuire. Zoe è paralizzata dal suo ritorno, mentre il ricordo di Jack perdura. Entrambi non sanno come rimettere assieme il loro matrimonio.

Violenza contro le donne - Pomeriggio in biblioteca

Buongiorno,
come sempre arrivo tardi, ma il risultato è quello di recuperare arretrati.
Oggi voglio parlarvi dell'incontro in biblioteca in occasione del 25 novembre 2017 per la giornata mondiale della violenza contro le donne.

Il tema introdotto è noto, ma è bene parlarne sempre.
Le letture sono state condotte da Margherita Stevanato, una lettrice fantastica ed evocativa. Tutte le storie narrate fanno venire la pelle d'oca tanto la Stevanato è coinvolgente e l'accompagnamento al piano è stato perfetto. 
Le storie raccontate sono poche.
Capitan Omicidio di Dickens e Fabian Negrin è splendida ed evocativa. Un retelling magistrale e breve, ma che gli scrittori di oggi si sognano. Un'opera che non conoscevo, però è stata meravigliosa.
Tra le altre opzioni Ferite a Morte di Serena Dandini, serie di racconti a tema, e Io ci sono - La mia storia di non amore di Lucia Annibali, l'autobiografia della giovane il cui volto fu sfigurato dall'acido pochi anni fa.
Le altre due letture, un reportage giornalistico ed un libro illustrato. Entrambi sono ormai introvabili e non ricordo i titoli, purtroppo, altrimenti almeno l'illustrato avrei provato a cercarlo che dovrebbe intitolarsi più o meno "bruciata dalle stelle". E' speciale, la storia di questa donna che si rompe e del marito che se ne dimentica, molto delicata.
Aggiungo che sarebbe il caso di parlare di rispetto e non violenza per tutti, non solo per le donne che sono le vittime più celebri, ma non le uniche. Si fa violenza contro bambini, deboli, animali, uomini... Il rispetto dev'essere per tutti e non dobbiamo dimenticarlo, ma agire perchè sia così ogni giorno per tutti.

03/01/18

Progetto 101 cose da fare in 1000 giorni o qualcuna in meno :-P

Buongiorno a tutti,
sono ancora in tempo e programmo da qualche giorno questo post.
Ho sentito parlare di questa iniziativa nel web ed ho deciso di prenderla ad esempio.
Ma, dubito che raggiungerò anche solo le 90 cose, ho appena raggiunto le 50 XD
E' sicuramente un buon metodo per tenere traccia dei propri desideri ed obiettivi e chissà, magari, realizzarli.

Pronti? Eccola qui!


  1. studiare il bulgaro
  2. studiare il russo
  3. studiare il tedesco
  4. studiare il greco (che si capisce che amo le lingue?)
  5. iniziae qualche corso in palestra (kizomba, zumba, palestra classica...)
  6. una vera vacanza di una settimana (Barcellona, Trieste, Torino...Un bel posto in Europa!)
  7. una settimana o due da amici in Abruzzo
  8. andare al Festival Letteratura 2018-19-20---
  9. andare almeno una volta nella vita al Bancarella a Pontremoli
  10. andare al Pordenone Legge
  11. andare ad uno o più incontri di scrittori in Veneto o a Milano
  12. cena all'osteria dell'Utopia nel 2018 al Bookcity
  13. perdere almeno metà dei kg che mi serve perdere, almeno per salute
  14. andare a teatro coi bambini
  15. dipingere
  16. ricominciare a disegnare
  17. il tatuaggio familiare (lo progetto da anni)
  18. conoscere dal vivo amiche blogger
  19. creare dei segnalibri
  20. capire meglio il linguaggio html
  21. caire la grafica (nei blog)
  22. uso di photoshop, almeno basilare
  23. leggere i miei cumuli di riviste (originatasi col trasloco di due anni fa)
  24. finire le serie manga in lettura
  25. collezionare almeno qualche action figure di Sailor Moon (una me l'hanno già regalata ^^)
  26. presentare i microrganismi effettivi
  27. organizzare Beauty Party Yves Rocher
  28. vedere film in arretrato
  29. completare serie interrotte da me
  30. continuare l'attività sportiva anche d'estate
  31. riprovare ad andare in bicicletta (mai più provato da quando ho imparato)
  32. andare al Redentore a Venezia
  33. fare d'abitudine marmellata, pane, sugo, pizza, merende in casa.
  34. sistemare il quaderno del corso d'arte annuale del comune
  35. appunti Yves Rocher da sistemare
  36. diventare capogruppo Yves Rocher
  37. completare la lista delle recensioni sul blog
  38. truccarmi di più, spesso, meglio
  39. seguire un corso di Make up
  40. uscire in coppia una volta al mese
  41. gite familiari nei dintorni una volta al mese
  42. passare più tempo assieme in famiglia ogni giorno
  43. ricordarmi che la cucciola di casa crescerà e non romperà sempre tutto ne sporcherà sempre
  44. vedere più spesso le amiche, se possibile una volta al mese
  45. visitare luoghi di Padova (ci vivo!) mai visti
  46. tornare alle mostre a Venezia e visite non fatte
  47. vedere Verona - Belluno almeno
  48. passeggiate in montagna
  49. museo dei treni a Trieste perchè li ama mio figlio maggiore
  50. acquistare il kit Folletto (l'aspirapolvere perchè la pulizia ecologica è importante per la salute )
  51. bimby stick wireless+abbonamento
  52. nuova grafica per il blog
  53. seguire qualcche lezione web
  54. Partecipare a Sotto l'albero di Natale 5.0 (alla 3.0 ho fatto pena e nella 4.0 non mi sono iscritta )
Questi i miei obiettivi. Molti sono ripetitivi, mi rendo conto. Ma ho potuto sempre muovermi poco e voglio vedere e visitare un sacco di posti se possibile. In famiglia, così è ancora più bello. E voglio imparare un sacco di cose nuove, soprattutto se non sono bravissima o non conosco il tema ma mi interessa. Per non parlare delle lingue. Il difficile , per 3 di esse, sarà imparare l'alfabeto!
E voi? Quali obiettivi avete?
Ditemi!

02/01/18

Escape Room - iScampa Padova

Buongiorno lettori,
 come sta andando questo inizio anno?
Io già in arretrato, che mi devo preoccupare?
Io sono qui a parlarvi di un'esperienza fatta oltre un mese fa, anche due e che probabilmente conoscerete.
Avete presente le Escape Room? Quelle stanze con indizi da cui si può uscire solo se  si risolve la missione...Fa un pò Agata Christie...
Ecco io sono andata in una delle due che ci sono a Padova ed infatti si chiama iScampa che si rifà al dialetto veneto...



Che dire? Una figata!
Io mi sono aggregata ad un gruppo che ci era già stato una volta. Avevano bisogno di un elemento extra perchè chi c'era già stato al posto mio non poteva. Visto che l'obiettivo per loro era finire il prima possibile sono andati subito spediti. Devo dire che non ci ho capito nulla lo stesso perchè un'ora per risolvere tutto sembra tanto e invece vola. 
Allora... Era possibile scegliere tra ambientazione killer e giungla. Non sapendo che avrei decretato la missione ho scelto killer che era anche la missione che avevano lasciato a metà l'altra volta.
Non dico nulla su quanto ho trovato dentro sia perchè l'inizio appunto è stato turbolento sia perchè non è sportivo e mi ammazza il gestore! Poi devono trovare il killer vero...o i miei resti.
In pratica ci sono vari enigmi da risolvere collegati l'un l'altro. Nel nostro caso dovevamo scoprire il killer e senza aver risolto gli enigmi precedenti non si poteva proseguire.
La cosa divertente è che ci arrivavano commenti ed indicazioni su uno schermo dal gestore. Quante risate o pianti si farà con tutti i giocatori che vede...
Un'esperienza che vorrei ripetere, magari cambiando ambientazione o escape room. Ci si sente piccoli detective ed ogni risposta giusta gasa il gruppo. Anche quel che non si risolve, si ride, ci si scervella...
Se avete occasione provatela!

01/01/18

Recensione di Sfiorami adesso di Camilla D'Amore

Trama: Elise Evans combatte la solitudine curando il proprio giardino e lavorando nella libreria della cittadina inglese in cui vive. Tutto cambia quando il suo cammino incrocia quello di Sefron Wyler, il suo schivo e taciturno, nuovo vicino. 

Sin dal loro primo sguardo tra i due scocca una scintilla ma sarà il ritrovamento di un vecchio diario a unirli: assieme seguiranno le tracce di un amore bellissimo, segnato da un infausto destino, sbocciato cinquant'anni prima all'ombra degli stessi giardini che divide le loro case. 

La storia degli innamorati sfortunati sembra destinata a ripetersi. 
Nonostante il sentimento che sta fiorendo in Elise e Sefron, su di loro aleggia lo spettro di un segreto. Lui, infatti, custodisce un tormento nel cuore. Qualcosa che ha interrotto la sua carriera di violinista e ha messo in pausa la sua vita. 
Nonostante ciò, Sefron ed Elise si scoprono irresistibilmente avvinti da un amore inaspettato. Ma quando il passato tornerà, Sefron sarà costretto a compiere un'ardua scelta.


Ho visto questo romanzo per  tutta l'estate senza decidermi a comprarlo. Poi, visto che l'ebook viene una sciocchezza, mi sono detta, ma sì, proviamo a leggere questa opera prima...
Ammetto che cero titubante, ma appena si inizia a leggere le prime righe ci si trova rapiti dalla scrittura.

Faremo la conoscenza di Elise, giovane commessa di libreria che vive una vita tranquilla, ordinaria e piena di passioni e colore e sogni, ma prigioniera di una famiglia menefreghista dove ognuno vive nel suo mondo. Ama leggere, praticare giardinaggio e vestire in maniera colorata, pittoresca.  Conosceremo anche la libreria, la Lucciola, con tutto il suo variegato e splendido personale che sarà importante in tutto il romanzo.
La sua vita si scontra con quella di Sefron Wyler, giovane schivo, solitario e poco socievole. Ma si instaura subito un legame, peccato che il giovane si tenga sempre a freno e che in particolari occasioni reagisca bruscamente, con antipatia e scomparendo per giorni, anche quando Elise scova un diario che dimostra che ci fu un amore splendido e tragico tra le mura delle loro case anni or sono. e la faccenda sembri coinvolgerli. Elise però ci resta sia male sia se ne fa una ragione.