05/07/17

Recensione di Polvere di Lago di Francesco Proia

Trama: Il ritrovamento di un reperto straordinario. 

Un incredibile viaggio nel tempo alla scoperta di duemila anni di segreti celati sotto le misteriose acque del lago Fucino. 
Uno stupefacente reperto spunta dal nulla. Un viaggio nel tempo alla scoperta di tutti i segreti che per secoli il Lago del Fucino ha celato sotto le sue acque. 
Insieme ad Alessandro, studente di architettura, e ai suoi nuovi amici, verranno rivelate al lettore le origini del culto per la Dea Angizia e come il simbolo della chimera sia legato alle leggendarie gesta militari del popolo Marso. 
Verrà svelato, attraverso sconcertanti rivelazioni storiche, quanto sia stato forte in passato il loro intreccio con l'impero romano e ci si meraviglierà di come ancora oggi, quel legame, sia più forte che mai. 
Verrete trascinati in un'avventurosa caccia al tesoro che rivelerà tutti i segreti della città-stato di Alba Fucens e, insieme ai protagonisti, visiterete tutti gli ambiziosi progetti che nei secoli portarono al prosciugamento del lago. 
Tutto questo all'interno di una spy-story affascinante che, attraversando duemila anni di storia, vi farà scoprire questo luogo magico e straordinario, ai più ancora sconosciuto.

Ho comprato questo libro durante una delle mie rare vacanze nelle terre che più ho amato: l'Abruzzo.
La storia è ambientata durante il terremoto de L'Aquila che colpì il capoluogo il 06 aprile 2009. La disgrazia funge in realtà da scusa affinchè la storia prenda la sua svolta. Infatti Alessandro, giovane studente romano di architettura nel capoluogo abruzzese, finisce in uno scantinato segreto nel suo appartamento in affitto in seguito alla scossa distruttiva e rinviene un disco di epoca apparentemente antica che al buio pare luminescente. Questo è l'unico momento in cui ho provato compassione per lui (è un hacker e la categoria la apprezzo poco, anche se sono dei geni). Incredibilmente sopravvive, forse perchè indossava il casco della moto. Viene poi lui offerta ospitalità presso la casa dei defunti nonni dell'amico Matteo a Luco dei Marsi e per scoprire qualcosa di più sul piatto inizia per caso a lavorare per il professor Grandi, un amico di famiglia di Matteo, illustre archeologo ed esperto di reperti. La fortuna di Alessandro è l'abilità informatica così potrà unire la curiosità per il piatto al lavoro. Il piatto(uno scudo in realtà) però sembra molto importante, apre domande ed un'affascinante ricerca che ci porterà a sviscerare la storia del Lago Fucino.

Ecco, questo non è un romanzo. La trama ci illude di avere tra le  mani un Dan Brown italiano, ma niente di più lontano. Certo, c'è una storia, ma procede a rilento e praticamente è un istruzione alla storia marsicana. E io ho amato tantissimo questa peculiarità! Amo l'Abruzzo, ci ho abitato e la lontananza spesso fa male. Purtroppo ero troppo giovane e non avevo fonti stimolanti di informazione, quindi ho scoperto di tutto sulla mia amata terra e quando tornerò devo organizzare un giro coi fiocchi.
Le scoperte storiche, territoriali e culturali che ho fatto mi fanno chiedere perchè non viviamo di cultura. L'Abruzzo non è l'unica regione ricca di storia e cultura. Quindi perchè tanta ottusità?
La lettura però ci offre una storia molto basilare, che ricalca sbiaditamente un romanzo d'azione (concentrata solo alla fine e sbrigativamente) e mistero. Il grande valore è la storia marsicana, abruzzese, che risplende di gloria in questo romanzo. Ma io sono di parte! Deve piacere un libro più concettuale che romanzesco.
Il più grande difetto però non è la storia "basica", ma i vari, per quanto non onnipresenti, errorini, errorucci, erroracci che costellano il testo nella sua interezza. Ci son virgole assenti, congiunzioni e preposizioni mancate, un congiuntivo errato... Dettagli che se riconoscibili stonano. Considerando che leggendo " ci si fa la bocca" non è un bene trovarne. Che uno scrittore non debba essere Dio bene, qualche errore ci stà, è umano. Ma la casa editrice a che serve allora? Tanto vale pubblicare male da soli se il lavoro non è perfetto con dei professionisti.
Splendida però la folta presenza di foto a fine volume e i Qr Code che aprono collegamenti di approfondimento al testo (un paio non andavano, non so come mai, forse erano contenuti disponibili nel 2014 ed ora non più).
Sicuramente un lavoro particolare ed istruttivo. Ma non ascoltatemi troppo: parla di Abruzzo e per quella regione non ho obiettività totale! Se volete saperne di più e passare sulla storia leggetela, ma, se temete di annoiarvi, (anche se non è assolutamente un saggio) cambiate lettura.


2 commenti:

  1. uau sembra un libro molto molto particolare e originale... che tratta una delle tragedie italiane... mi hai incuriosito molto !!

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    1. La parte della tragedia purtroppo/per fortuna è trattata in maniera marginale. Funge da pretesto per la storia, ma è proprio affascinante la storia della marsica. Peccato che io sia di parte! ;-)

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