23/02/18

Recensione de La guerra del basilico di Nico Orengo

Trama: Un'alga assassina, la Caulerpia Taxifolia, infesta in modo misterioso la Riviera di Ponente e minaccia tutto il Mediterraneo. Sandra, una biologa italiana in missione a Montecarlo per collaborare col Museo Oceanografico, trova alloggio solo al di qua della frontiera, all'albergo «Tropicana», crocevia di storie e personaggi in fuga, nonché teatro di una storia d'amore perduta nel tempo i cui unici indizi restano una gonna gialla e una spropositata pianta di basilico. Sui moduli della commedia brillante tinta di giallo, il romanzo di Nico Orengo racconta storie di feticismo e di collezionismo, i misteri di una grande attrice giunta a Monaco, da oltreoceano, per girare Caccia al ladro con Hitchcock e le rivalità di un gruppo di scienziati intorno a un gravissimo problema di inquinamento. Il tutto visto da un albergo che si sfascia, giorno dopo giorno, metafora di un'Italia per troppo tempo pilotata come un Titanic.

Della serie libri che mai penserai di leggere! La colpa, al solito , è di un gruppo di lettura.
La storia è contemporanea ed assolutamente realistica.
La dottoressa Sandra Piovano è appena arrivata a Montecarlo per lavorare sull'alga Caulerpia Taxifolia, un'alga che sta uccidendo il Mediterraneo e che quasi certamente è sfuggita al Museo Oceanografico. La sua equipe però difficilmente l'aiuterà e degli imprevisti si registrano già all'arrivo in albergo. Lo Splendid risulta al completo, ma è stato preparato un altro alloggio per la dottoressa al Tropicana, 3 km dopo la frontiera. Dopo un'iniziale  irritazione però Sandra accetta di buon grado il cambiamento e ci vorrà molta capacità di adattamento.

22/02/18

Recensione de La macchina del tempo di H. G. Wells

Trama: Inghilterra, fine Ottocento. Quando ha raccontato agli amici di aver escogitato un marchingegno per viaggiare attraverso i secoli, nessuno l’ha preso sul serio. Il Viaggiatore del Tempo è un uomo eccentrico, un inventore: difficile prendere per buono tutto quello che la sua mente partorisce. Eppure, le cicatrici sul suo corpo sembrano supportare la veridicità di ciò che racconta: un viaggio in un futuro lontanissimo, in cui si è perso il ricordo del mondo conosciuto, popolato da creature fragili e pacifiche sottomesse a esseri crudeli e ripugnanti che si nutrono della loro carne. I Morlock – così sono chiamate le creature malvagie che abitano gli anfratti oscuri della Terra – hanno tenuto imprigionato il Viaggiatore nella loro dimensione temporale, un universo che nessuna intelligenza avrebbe mai concepito così desolante e inumano. È questa la meta cui conduce il genio più luminoso? È forse questo il destino riservato a coloro che osano superare i limiti di ciò di cui l’uomo è misura? Il viaggio più strabiliante che sia mai stato compiuto, l’avventura folle e visionaria che ciascuno, almeno una volta, ha sognato di intraprendere.

Amo i fantascientifici e stavolta classici e uno dei generi che apprezzo si sono fusi (sì, lo so che la fantascienza è piena di classici).
Ammetto la mia ignoranza. Conosco la "guerra dei mondi" grazie al film, così ora ho scoperto chi è l'autore del libro che a sua volta ha scritto anche questo.

Ho trovato prolissa, ma interessante l'introduzione...
Il romanzo è stato pubblicato nel 1985 ed ambientato in piena epoca vittoriana, epoca di cambiamenti enormi, strascichi a lungo termine, primi malcontenti della classe operaia, sconvolgimenti a livello coloniale e ciò si ripropone anche nella letteratura.

Protagonista della storia è questo fittizio Viaggiatore del tempo. Di lui sappiamo che è un membro dell'alta società, in ogni caso della borghesia.
Riunisce gli amici per parlare loro del suo progetto: studiare il futuro ed arrivarci tramite una macchina del tempo, di cui ha costruito un prototipo che incontra però ilarità ed incredulità, tranne in Hillier che è scettico, ma aperto alle possibilità. 

21/02/18

Sessualità e bambini di Nessia Laniado

Descrizione: Questo libro suggerisce la strada per indirizzare i bambini verso una sessualità piena e serena. Prima ancora che nei genitali, infatti, la sessualità affonda le sue radici nei sentimenti e nelle emozioni, un argomento arduo e talvolta imbarazzante anche per i genitori che vogliono essere aperti, attenti e comprensivi.

L'avventura genitoriale è sempre un'incognita  ed inizia ad essere turbolenta quando i figli iniziano a crescere ed a fare domande.
Aggiungiamo che per noi genitori sessualità ha spesso un solo connotato ed il guaio  assicurato!

Recensione de Il contrario di uno di Erri de Luca

Trama: Il due è il contrario di uno. "Questa notizia, che," dice Erri De Luca, "contrasta con l'aritmetica, è l'esperienza di questi racconti. Da un cordone di madre ai due nodi in vita di una cordata in montagna si svolge l'avventura di un solitario che si imbatte nella forma del due. È una rivelazione, non sacra e neppure profana." Queste storie sono emergenze che contraddicono la solitudine, imbrogliano la morte. Una donna entrata in una stanza d'inverno a portare l'inatteso calore dell'alleanza fra i corpi. Un padre pittore fedele al suo "pollice arlecchino". Una fanciulla borghese in camicia bianca e gonna blu davanti al ciclostile della rivoluzione che sferra una sua impossibile domanda: "Ma tu non vuoi essere per una volta il prossimo per qualcuno?".

"Due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine. Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato."


Quando si dice mancanza di feeling...
Dovessi capire di cosa parla il libro a partire dalla trama addio! E' come minimo "misteriosa".
Poi ho iniziato a leggere ed è stata una dura esperienza. Ci ho messo ORE per 115 pagine, ORE!
La scrittura nemmeno è tanto male, anzi si sente che è di qualità, virtuosa, ma io ho fatto fatica a leggerla, non la trovo "filante".
Non sono comunque sicura di aver capito, penso di aver colto al massimo il senso generale.
Ho inteso che si parla di manifestanti, dissidenti politici, anarchici, più in generale gioventù che non vuole sottostare al potere riconosciuto e corrotto.
Credo si svincolino l'entrata nel movimento della voce narrante , della sua vita, della sua passione per l'alpinismo che spiega la cover naturalistica.
In realtà i temi di cui si parla sono importanti.
Il potere che conosce solo il bastone, la lotta di chi non lo riconosce e l'impegno che viene profuso, riferimenti alla storia politica italiana...
Ci sono anche riflessioni interessanti. Ovvero da dove escono tutti questi "bastian contrari" e sembrerebbe da un eccesso di antibiotici e da tanti matrimoni nel dopoguerra (il sorriso m'è scappato).
Però... Non è un autore che fa per me. Sicuramente è stato un pessimo battesimo!


20/02/18

Recensione de La vegetariana di Han Kang

Trama: «Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l'ideale di un'estatica dissoluzione nell'indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell'ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi.

Ogni tanto mi è capitato di vedere questo libro in qualche articolo o comunque in giro. L'occasione della lettura si presenta perchè forse andrò ad un gruppo di lettura nuovo che affronterà la discussione di questo volume.

Il sentimento che mi accompagna per tutta la lettura è perplessità, almeno a partire dalla seconda parte. All'inizio non ho più di tanto da dire...
La narrazione viene fatta da Cheong, marito di Yeong-hye. Entrambi sono persone medie senz'arte ne parte e lei è la moglie perfetta per un uomo senza particolari aspirazioni o grilli. Salvo un eccezionale talento in cucina finchè un giorno sua moglie non elimina del tutto la carne e le proteine animali. La spiegazione è: ho fatto un sogno.

15/02/18

Recensione de L'uomo del labirinto di Donato Carrisi

Trama: Una ragazza scomparsa e ritrovata. 

Un uomo senza più nulla da perdere. 

La caccia al mostro è iniziata.
L’ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l’avevano inghiottita.
Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d’ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto.
Ma il dottor Green non è l’unico a inseguire il mostro.
Là fuori c’è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l’ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito.
Ma uno scopo c’è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che ­Bruno non ha mai portato a termine… E questa è l’occasione di rimediare. No­no­stante sia trascorso tanto tempo.
Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede.
L’Uomo del Labirinto l’ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni.
E ora è scomparso.

Cosa non ho patito per procurarmi questo libro! Code eterne in biblioteca, mancati incontri tra amiche al fine di scambiarsi libri, poi finalmente ecco la copia digitale, stranamente, libera da prenotazioni. Mi ci sono fiodata anche se sono incapace a rendere leggibili i file Mlol con il mio antico Kobo e quindi ho perso tipo 5 diottrie per occhio al telefono.
Bè...Una sofferenza giustificata perchè la lettura è stata eccezionale!

Una ragazzina viene rapita quindici anni fa e riviviamo con lei quel giorno. Fatto che cito perchè la vita alle medie E' così!!! Me lo ricordo! Ti piace uno/a, mandi l'amico/a che lo riferisce all'amico/a di lui/lei. L'ansia di essere vestiti in maniera adatta. Vizi e vezzi. Il divieto di truccarsi da ragazzine (chi è nato fino agli anni '90 almeno..). Quindi o Carrisi ha una buona memoria o legge bene la società.
Passiamo poi subito al colpo di scena da maestro che sta nel ritrovamento e non spiego perchè, ma già lì mi ha sorpreso.
Entra subito in scena un investigatore privato più bravo del previsto che si interessa al ritrovamento del carceriere perchè la ragazza è stata ritrovata, sì, ma si dubita ce l'abbia fatta veramente da sola. In ogni caso il suo torturatore è sicuramente a piede libero.

Recensione di Memento - I sopravvissuti di Julianna Baggot

Trama: Il mondo è stato distrutto e la popolazione è stata divisa: all'interno della cupola gli esseri umani sono puri, protetti; all'esterno si lotta per sopravvivere, ogni singolo giorno. Pressia ricorda solo vagamente le detonazioni o la sua vita prima. E ora che ha raggiunto l'età in cui deve consegnarsi alla milizia, per cominciare l'addestramento da soldato oppure essere usata come bersaglio se giudicata troppo danneggiata, non può più fare finta di essere una bambina. Pressia ora è in fuga.

Ho preso questo libro in scambio almeno qualche anni fa. Ci ho messo tanto a leggerlo per la gran mole di pagine e per il tipo di distopia, a tratti post apocalittica, di cui fa parte e che mi ha attratto e intimorito al tempo stesso.
Infatti non c'è il solito mondo di  oppressi, magari poveracci o sotto una vera e propria dittatura, dove i protagonisti, solitamente ragazzo e ragazza, magari anche belli, emergono per contrastare il malcontento ed inseguire un mondo giusto per tutti sfidando il sistema.
Qui non c'è nulla, solo desolazione e distruzione. E la Sfera, una palla d'acciaio che esiste sin dalle Detonazioni, esplosioni nucleari, frutto di una guerra tra stati e nazioni, che ha decimato il genere umano, stravolto l'ambiente e gli animali, deformato le persone. Nella Sfera vivono gli eletti che un giorno si occuperanno dei sopravvissuti, quando la terra sarà pronta. Fuori solo deformità, abomini. Animali e piante alterati, fusi con qualunque cosa e spesso pericolosi. Le persone invece sono fuse ad oggetti o tra loro. Molte faticano a  vivere o sopravvivere. Non esistono più routine, lavoro, case, rapporti sinceri che siano familiari o d'amicizia. E' la giungla con tinte molto fosche.

13/02/18

Gruppo di lettura Shatter Me - Presentazione

Buongiorno a tutti!

Ci troviamo qui perchè oggi parte il gruppo di lettura di Shatter Me su:




Questo progetto La lettrice sulle nuvole lo aveva già da un pò in mente e tutte noi abbiamo risposto  subito con entusiasmo. L'idea è di leggere tutta la saga assieme, ma intanto partiamo dal primo volume. Come si dice..la gatta frettolosa fece i figli ciechi? Allora andiamo adagio!

Nel caso non conosceste la trama del libro vi riporto qui i dati essenziali:

Sono 264 giorni che Juliette, 17 anni, vive segregata in una cella. Non ha contatti con il mondo esterno e nessuno può avvicinarla perché ha un potere terribile: se tocca una persona la uccide. L'organizzazione militarizzata che l'ha rinchiusa la considera un'arma grandiosa, ma per lei non è altro che una maledizione. Un giorno arriva Adam, a condividere la cella con lei. Juliette si tiene distante, non vuole fargli del male, ma quando lui la prende tra le braccia per consolarla, una notte che è in preda agli incubi, scopre che è immune al tocco di lei. Insieme si danno alla fuga. Per Juliette è un tentativo di ritrovare se stessa, di smettere i panni del mostro e fare i conti con il suo dono. 

Io però sto leggendo la vecchia, vecchia, vecchia, edizione con la copertina orrida. Pazienza... Non si può avere tutto, no?
In realtà questo libro l'ho letto pochi anni fa, ricordo che mi piacque e qualche altro dettaglio, ma ho piacere a rileggerlo assieme e vedere se cambierò punti di vista.


Che dite? Ci seguite?

Qui sotto il calendario degli incontri!


09/02/18

Recensione de I regni di Nashira - Il sacrificio di Licia Troisi

Trama: La fine di Nashira è vicina, e sulle sue terre riarse Talariti e Femtiti, razze da sempre nemiche, continuano a combattere una guerra sanguinaria, ignari del destino che presto li annienterà. Talitha e Saiph appartengono a due popoli diversi, ma lottano per una missione comune: salvare Nashira e scoprire le origini di Verba, la creatura millenaria sopravvissuta a due catastrofi. La risposta è custodita nelle profondità della terra, il luogo inviolato in cui secondo la religione dimorano gli dei, il mondo segreto in cui viveva l'antichissimo popolo da cui Verba discende. Ma una terribile profezia grava su Saiph, e lo spingerà a prendere una decisione irrevocabile. Talitha, braccata dai ribelli e dai soldati talariti, sarà di nuovo costretta a scegliere: lottare per Nashira o seguire Saiph? La sua vita è a un bivio, mentre i due astri che da sempre hanno segnato il fato di Nashira si preparano a riversare sul pianeta un'apocalisse di fuoco. 

Ho comprato questo libro nell'ormai lontano 2013 ed effettivamente mi sono trovata un pò spiazzata a riprendere la lettura che ho comunque apprezzato.

Nashira è un regno ormai in guerra. Si vive in città costruite sui talareth, alberi ricchi di ossigeno. La vita al di fuori (ed al di sotto) ha durata breve. Oltre che per motivi naturali, i femtiti, schiavi dei talariti, sono entrati in guerra coi loro padroni che li vessavano senza pietà perchè in grado di non sentire dolore. Talitha, figlia del conte Megassa ed anche fuggitiva, ha abbandonato entrambe le razze per cercare di salvare il pianeta da una catastrofe imminente che, se non verrà fermata, distruggerà tutti i regni. Come lei, anche Saiph, suo caro amico femtita ed involontario principio della rivolta, è in viaggio per cercare una soluzione al problema assieme all'essere primordiale Verba che potrebbe fornire un aiuto prezioso al salvataggio del pianeta. Ma Saiph scopre di avere delle qualità speciali e che dovrà accettare il ruolo a lungo rifiutato di Messia, collaborando così in maniera diversa rispetto all'originale al piano di salvataggio dei regni.

07/02/18

Recensione de Il ragazzo invisibile - Seconda generazione di AAVV

Trama: IL RAGAZZO INVISIBILE È CRESCIUTO. Michele Silenzi ha sedici anni e qualcosa nel suo sguardo è cambiato. Da quando ha perso la mamma gli adulti non possono fare a meno di compatirlo, vive da solo con il cane Mario in una casa disordinatissima e, come se non bastasse, la sua amata Stella sta con un altro. Michele è arrabbiato con il mondo intero, con se stesso e, più di tutto, con la verità che non può raccontare: essere uno degli Speciali. Ma nella sua vita irrompe una ragazza altrettanto speciale, con un’esistenza non meno complicata della sua: la sorella Nataša. E con lei arriveranno altre sconvolgenti rivelazioni sul suo destino, che si intreccia pericolosamente con quello del crudele magnate russo Zavarov, proprietario di un gasdotto che sta per essere inaugurato in città. Da quel momento il mondo a cui era abituato, fatto di scuola, aperitivi, serie tv, si sovrappone a quello sotterraneo, inquietante e incredibile degli altri Speciali: Michele ha finalmente un piano, una missione. Ma nessuna missione è senza imprevisti e la parte più difficile per ‘Miša’ sarà confrontarsi con il suo lato più oscuro. Dagli sceneggiatori dell’acclamata saga di Gabriele Salvatores, una storia appassionante che con le sue atmosfere dark sfida gli stereotipi del genere e rivela che l’impresa più difficile per un supereroe è essere normale.

Di corsa potevo non leggere il seguito de Il ragazzo invisibile (qui la recensione del primo)? Certo che no!

La storia riprende tre anni dopo.
Michele ha sedici anni, è al liceo, sempre in classe con Brando e Stella. Ma qualcosa è cambiato. Sua madre è morta, lui si rode per i sensi di colpa visto che stavano litigando al telefono. 
Non prova più interesse per nulla, Stella non può sapere la verità sul suo salvataggio di tre anni prima e sembra avere una relazione con Brando. Si lascia vivere per caso.
Finchè alla sua porta non bussa sua sorella Natasa che lo fa ricongiungere con la madre naturale che li coinvolge subito nel suo progetto di riunire gli speciali e punire Igor Zavarov, magnate che ha sempre puntato a fare esperimenti con gli speciali.

06/02/18

Recensione de Il ragazzo invisibile di AAVV

Trama: Scritto dagli sceneggiatori del film-evento di Gabriele Salvatores, un romanzo avvincente, che con profondità, ironia e fantasia racconta grandezza e limiti dell’adolescenza e la magia del diventare adulti senza perdere il sogno e l’immaginazione.

Una storia magica, per diventare grandi e per tornare ragazzi.



Ci vogliono superpoteri per superare l’adolescenza… Michele ha tredici anni, vive in una piccola città di mare e la sua vita è un disastro.

A scuola è impopolare, i suoi voti sono pessimi e Stella, la ragazza nuova che a lui piace moltissimo, nemmeno si accorge della sua esistenza. L’unico rifugio di Michele sono le avventure dei supereroi a fumetti di cui è accanito lettore, mentre le sue giornate scorrono tristi e monotone, tra i bulli della scuola che lo prendono di mira con i loro scherzi crudeli e le premure di sua madre, che per quanto si sforzi non sembra proprio riuscire a capirlo. Ma poi, un giorno, inaspettatamente, accade qualcosa di straordinario: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.


Quando ho visto il trailer non ci ho prestato troppa attenzione, se non per pensare :"Che scemenza!".
Ho ricevuto da Salani il secondo libro, che mi sembrava più interessante, quindi ho letto e reperito il primo.

La storia prende sin dalle prime righe.
Ci si immedesima subito in Michele Silenzi (o almeno per me è stato così). Tredicenne chiuso, schivo, amante dei supereroi. Non esattamente brillante a scuola, assolutamente impopolare e bullizzato. Ha una cotta per la compagna Stella da quando si è trasferita ed una mamma poliziotta che ama, ma che lo mette spesso in imbarazzo.
Poco va come lui desidera finchè, nella serata in cui i famosi bulli Ivan Casadio e Brando Volpi lo umiliano più delle altre volte e davanti a Stella, in particolare, Michele diventa invisibile. Ma non sa perchè. Merito del costume di carnevale da quattro soldi? Non riesce a controllarlo, ma non gli dispiace affatto. Anche se iniziano a sparire bambini e , come dice la figlia della donna delle pulizie, lui è un supereroe e deve salvarli. Ma da chi?

01/02/18

Movie Review - La Bella e la Bestia

E’ passato giusto qualche anno da quando ho visto la proiezione Disney ed ho vaghi ricordi, spesso rispolverati grazie alla rete.
Mi ha fatto oltre modo piacere vedere Emma Watson nei panni di Bella, giovane definita altezzosa perché ama leggere e vuole di più. A ben vedere un poco altezzosa lo è, ma a ben vedere. La popolazione è… come dire? Ottusa? Bigotta? Basti pensare alla predica che le fa il prete quando vede che insegna ad una bambina a leggere. O al suo vanesio pretendente Gaston.
Il destino però ha in mente per lei l’incontro con la bestia, ma questo lo sappiamo già come anche il resto.
Cosa ho adorato? La cupezza e la magia che la pellicola ha donato alla storia, togliendo la magica patina pastello della Disney e donando un po’ del macabro originale delle fiabe antiche pur essendo per nulla lugubre.
Vedremo una corte, la corte di quello che conosciamo come Bestia, dissoluta come il nobiluomo insensibile che deve essere amato ora che è maledetto se vuole la salvezza. Assisteremo alla loro trasformazione in arredamento parlante, alla conoscenza con Bella che ci metterà il suo tempo a farsi conquistare.
Bestia è semplicemente unico. Collerico, quasi dimentico del nobile che fu. E’ un piacere assistere alla sua trasformazione come alla presa di coscienza di Bella.
Le atmosfere, il castello, l’ambientazione della ricca dimora e del mondo di stampo medievale, i costumi, gli effetti speciali…Tutto mi è sembrato splendido! Cenerentola non mi ha sorpreso così come remake in “carne ed ossa”.

Non sono solita rivedere trasposizioni e pellicole, ma chissà che io non decida di farlo per questo film.

31/01/18

Recensione di La battaglia delle tre corone di Kendare Blake

Trama: Tre sorelle, un solo trono

Una guerra all'ultimo sangue
La storia di tre sorelle che dovranno combattere per diventare regine: quella che rimarrà in vita otterrà la corona
Da che se ne ha memoria, sull’isola di Fennbirn ogni generazione è stata scandita dalla nascita di tre gemelle: tre regine, tutte ugualmente degne nella successione ereditaria della corona e tutte in grado di padroneggiare la magia. Mirabella è una fiera elementalista, sfacciata come i suoi incantesimi: governa il fuoco, i flutti e i fulmini con il solo schioccare delle dita. Katharine è sottile e insinuante come il suo potere: la sua simbiosi con i veleni è tale che può ingerire anche la più letale delle sostanze tossiche senza che le accada nulla. Arsinoe, invece, ha sviluppato una perfetta comunione con la natura: può far sbocciare le rose più incantevoli o ammansire i leoni con il suono gentile della sua voce. Ma per diventare regina non basta il diritto di nascita: dovranno combattere duramente l’una con l’altra, per ottenere la corona, perché non si tratta di un gioco in cui si vince o si perde… In ballo c’è la vita. Ecco, questa è la notte in cui le gemelle compiono sedici anni: la battaglia ha inizio. 

Se c'è una cosa che ricordo di Kendare Blake è la dilogia di Anna vestita di sangue che adorai. Dunque sono stata contentissima di questa nuova serie che spero verrà pubblicata per intero (vengono fatte pubblicazioni peggiori).

La trama è "semplice". Ci sono tre gemelle. l'avvelenatrice Katharine, la naturalista Arsinoe, l'elementale Mirabella, che competono per la corona, ma solo una di loro otterrà il diritto a regnare, uccidendo le altre due.

Recensione di Artemis La città sulla luna di Andy Weir

Trama: Jazz Bashara è una criminale. O qualcosa di molto simile. La vita su Artemis – la prima città costruita sulla Luna – può essere davvero difficile a meno di non essere molto ricchi. Ma Jazz non ha un sostanzioso conto in banca e si deve barcamenare tra piccole truffe e affari di contrabbando, visto che con il suo stipendio ufficiale riesce a malapena a pagare l’affitto. Per di più, ha dei progetti ambiziosi e per realizzarli le serve del denaro. Un bel po’ di denaro. Così, quando le si presenta l’opportunità di mettere a segno un grosso colpo che le consentirebbe di sistemarsi una volta per tutte, Jazz, nonostante gli evidenti rischi, decide di non tirarsi indietro. La ricompensa è una cifra da capogiro, ma l’impresa si rivela più pericolosa del previsto e lei si ritrova invischiata in una spirale di intrighi e cospirazioni letali. E a quel punto la sua unica possibilità di salvezza sarà rischiare il tutto per tutto, ben sapendo che in gioco non ci sono solo i suoi sogni di riscatto, ma il destino stesso di Artemis…

Ho letto questo libro per un Gdl, il Rainbow book club su facebook, in quanto vincitore del sondaggio della lettura del mese.
La protagonista è Jaz –Jasmine- Bashara, corriere (e contrabbandiera) di Artemis, prima città lunare, la quale ha un sogno: guadagnare abbastanza e fare la bella vita.
L’occasione le si presenta quando Trond Landvik, potente uomo d’affari del luogo e suo cliente di contrabbando, le affida un incarico tanto rischioso quanto remunerativo che permetterebbe a Jazz di superare anche l’obiettivo monetario che si prefigge. Un po’ di rischio, ma alla fine contenti tutti, no?
Peccato che l’incarico non vada come previsto e che la ragazza si trovi in guai più grandi di quanto creda, per quanto sia meno sola di quel che immagini.

30/01/18

Recensione di La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier

Trama: Delft, XVII secolo, una casa nella zona protestante della città… Griet, la giovane figlia di uno dei decoratori di piastrelle più rinomati di Delft - privato, per un incidente, "degli occhi e del lavoro" - è in cucina, intenta a sistemare, com'è solita fare, le verdure tritate (cavolo rosso, cipolle, carote, rape e porri ordinati splendidamente a cerchio e, in mezzo, una rondella di carota), quando ode voci decisamente insolite nella casa di un modesto decoratore… voci che suggeriscono "immagini di tappeti preziosi, libri, perle e pellicce". Sull'uscio, compaiono improvvisamente due figure: un uomo dagli occhi grigi come il mare e un'espressione ferma sul volto lungo e spigoloso, e una donna - piccoli ricci biondi, sguardo che guizza qua e là nervosamente - che sembra portata dal vento, benché la giornata sia calma. Sono Johannes Vermeer, il celebre pittore, e sua moglie Katharina, gente ricca e influente, proveniente da vicino, dal Quartiere dei Papisti, eppure lontanissima da Griet e dal suo mondo. Griet ha sedici anni e quel giorno apprende dalla voce della madre il suo destino: andrà a servizio dei Vermeer per otto stuiver al giorno, dovrà fare le pulizie nell'atelier del pittore, e dovrà agire delicatamente senza spostare né urtare nulla. Romanzo che ci conduce con straordinaria precisione là dove l'arte è divisa dai fantasmi della passione soltanto da una linea sottile - tra Vermeer e Griet, l'artista e la serva, l'amato e l'amante, l'uomo potente e la giovane donna che non possiede altro che il suo incanto e la sua innocenza, si stabilisce un'intensa relazione fatta di sguardi, sospiri, frasi dette e non dette -, La ragazza con l'orecchino di perla ci offre anche alcune delle pagine più felici, nella narrativa contemporanea, sulla dedizione e sul coraggio femminile. Griet è invisa a Katharina, gelosa della sua intima relazione col marito, è costretta a subire i rimproveri di Maria Thins, la suocera del pittore, a sfidare tutte le convenzioni dell'epoca, e tuttavia non cessa per un solo istante di ubbidire all'amore per l'arte e alla passione che la muove. Gesto inaudito per la morale del tempo, poserà con le labbra sensualmente dischiuse per quel ritratto di Vermeer ("La ragazza col turbante") che è giunto fino a noi, e non cessa di stupirci per l'enigmaticità dello sguardo che vi è dipinto.

Conosco da anni questo libro, ma mai ho avuto occasione di iniziarlo. Finalmente posso dire di aver colmato questa lacuna!

Protagonista indiscussa è Griet, giovane olandese di Delft, che scopre di dover andare a servizio presso la famiglia Vermeer poichè la sua famiglia ormai è prossima all'indigenza.

Quel che viene reso piuttosto chiaro è che ieri, peggio di oggi, se il lavoratore principale della famiglia subisce un incidente piuttosto grave ed inguaribile, sono guai per tutti. Infatti il padre di Griet è divenuto cieco per un incidete col forno in cui cuoceva le mattonelle da decorare.

29/01/18

Recensione di L'oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman

Trama: Sussex, Inghilterra. Un uomo di mezza età ritorna alla casa della sua infanzia per un funerale. Sebbene la casa non ci sia più da un pezzo, l'uomo è irresistibilmente attratto dalla fattoria in fondo al sentiero, dove a sette anni aveva conosciuto una ragazza fuori dal comune - Lettie Hempstock -, sua madre e sua nonna. Erano decenni che non pensava più a Lettie. Eppure non appena si siede vicino allo stagno (quello stagno che lei sosteneva essere un oceano) accanto alla vecchia fattoria in rovina, ecco che il passato ritorna con i suoi ricordi, troppo strani, spaventosi e pericolosi per essere ricordi di episodi davvero successi a qualcuno, tanto meno a un ragazzino. Quarant'anni prima un uomo, un inquilino della casa di famiglia, aveva rubato la loro auto, dentro la quale si era suicidato proprio in fondo al sentiero. Quella tragica morte aveva evocato antiche forze che andavano lasciate in pace. Si erano scatenate oscure creature che venivano da chissà dove e il narratore era dovuto ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L'orrore più terribile e minaccioso aveva creato devastazioni indicibili. E lui, ai tempi solo un ragazzino, disponeva come unica difesa di tre donne che vivevano in una fattoria in fondo al sentiero... La più giovane di loro affermava che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricordava del Big Bang. Questo attesissimo romanzo di Gaiman è una storia poetica, commovente, terrificante ed elegiaca che ci parla dei ricordi e della magia che si nasconde negli angoli meno frequentati della realtà. Ci sono libri che leggi. Poi ci sono libri che ti piacciono. Ma raramente capita di imbattersi in un libro come questo che ti inghiottisce anima e corpo fin dalla prima pagina.


Questo è uno dei libri di Gaiman che da tempo mi riprometto sempre di leggere e finalmente il momento è arrivato.


La storia inizia in maniera dubbia. Questo uomo, che sta per partecipare ad un funerale, si trova nelle zone del Sussex dove abitava da bambino ed il cuore lo porta nei luoghi dell’infanzia. Giunge infatti nelle vicinanze della sua vecchia casa e, soprattutto, in fondo al sentiero, dove si trova la fattoria Hempstock. Decide allora di passare a salutare l’amichetta del tempo o almeno la madre di lei. Questa decisione sarà foriera di ricordi ritrovati dopo un lungo periodo di oblio.

28/01/18

Recensione Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini

Non sono in possesso di una vera trama, ma posso dirvi che si parla di amicizia, quell'amicizia che alcuni reputano impossibile, tra un uomo ed una donna. Insomma, possibile che due persone dei sessi opposti possano essere spassionatamente amiche? Comunque un rapporta d'amore, anche se non quello "classico".

Innanzitutto devo chiedere perdono a Stefano Galardini perché ci ho messo una vita a leggere il suo romanzo d’esordio.

La scena si apre con Lidia che accudisce il suo amico malato, Luca, nel 2056. I due sono intenti a discutere nei momenti di requie che lui ha. E’ l’occasione per tornare indietro nel tempo e riavvolgere i ricordi dal 1996.
Una grande amicizia a volte, sempre oserei dire, nasce per caso. Il caso dei due amici si chiama “Nirvana”. Scoprono per caso di essere entrambi fan ed inizia così un rapporto talmente stretto che i più non riescono ad accettare come semplice amicizia, infatti sarà spesso un ostacolo alle loro relazioni amorose, di lui in particolare. Effettivamente è strano che un maschio ed una femmina siano amici senza sentirsi attratti, almeno nel caso di amici così  stretti.

27/01/18

Recensione de Il piccolo acrobata di Raymond Gùreme

Trama: Raymond ha imparato a stare in equilibrio prima ancora che a camminare. I suoi genitori, gitani francesi, erano circensi, e il pubblico impazziva per il numero del piccolo acrobata. Negli anni Trenta, quando la maggior parte dei suoi connazionali non sapeva né leggere né scrivere, viveva in case spoglie e non si spostava, Raymond aveva una carovana con l'acqua calda dai rubinetti, conosceva tutte le regioni e sapeva leggere. Suo padre aveva combattuto per la Francia durante la Grande Guerra, ed era grazie a lui che nelle località più sperdute erano arrivati i film di Charlot. Il mondo di Raymond finisce il 4 ottobre 1940, quando all'alba si presentano delle guardie che trascinano via lui e tutta la famiglia. Senza una spiegazione, come fossero delinquenti. Vengono portati in un autodromo, trasformato in centro di detenzione. Lì, insieme a centinaia di altri gitani, vengono privati dei loro averi e lasciati a patire fame, freddo, angherie. Costretti, pur denutriti e senza forze, a ripulire dalle erbacce la pista perché i tedeschi possano divertirsi a gareggiare. Ma il calvario è solo all'inizio. Raymond sarà deportato ai lavori forzati in Germania e vedrà da vicino la Shoah degli zingari, non meno feroce di quella riservata agli ebrei. Separato dai suoi, a soli quindici anni dovrà ricorrere alle doti di equilibrismo imparate da bambino per sopravvivere. E attingere al carattere ereditato dalla sua gente, che lo spinge a inseguire la libertà. Sempre e a qualunque costo.


Il giorno della memoria è alle porte ed io ho letto questo libretto che mi è stato passato da un’amica che ha fatto pulizia di libri.

Il tema affrontato, seppure in tema, non è il solito circa la persecuzione ebrea. Bensì si parla di gitani, un tema spinoso e di cui si sa poco, per quanto antico, di cui si parla per pregiudizi.
Insomma, chi di noi vi pensa favorevolmente? Chi non pensa subito a zingari, ladri, ruba bambini, delinquenti? Cosa c’è di vero e cosa c’è di falso?
Raymond Gureme ci parla della sua esperienza.

Lui è un gitano, un giostraio, un itinerante francese per l’esattezza. La sua vita è sempre stata una piazza dopo l’altra, in un clima festoso e rilassato, naturale, libero. Però è arrivata la guerra e la Francia ha collaborato con le leggi ariane contro gli itineranti che si vedranno privare di tutto e verranno chiusi in campi d’internamento, lasciati a perire la fame, lavorare allo stremo e senza diritti. E sono quelli a cui va bene, gli “zingari”, quelli a tutti gli effetti, sono andati ai forni. Ma questo per mano di “concittadini” francesi e non di tedeschi.

26/01/18

Recensione Olga di Carta - ll viaggio straordinario di Elisabetta Gnone

Trama: Olga Papel è una ragazzina esile come un ramoscello e ha una dote speciale: sa raccontare incredibili storie, che dice d'aver vissuto personalmente e in cui può capitare che un tasso sappia parlare, un coniglio faccia il barcaiolo e un orso voglia essere sarto. Vero? Falso? La saggia Tomeo, barbiera del villaggio sostiene che Olga crei le sue storie intorno ai fantasmi dell'infanzia, intrappolandoli in mondi chiusi perché non facciano più paura. Per questo i racconti di Olga hanno tanto successo: perché sconfiggono mostri che in realtà spaventano tutti, piccoli e grandi. Un giorno, per consolare il suo amico Bruco, dal carattere fragile, Olga decide di raccontargli la storia della bambina di carta che un giorno partì dal suo villaggio per andare a chiedere alla maga Ausolia di essere trasformata in una bambina normale, di carne e ossa. Il viaggio fu lungo e avventuroso: s'imbatté in un venditore di tracce, prese un passaggio da un ragazzo che viveva a bordo di una mongolfiera e da un altro che attraversava il mare remando. Più volte rischiò la vita, si perse, ma fu trovata da un circo. E quando infine trovò la maga, solo allora la bambina di carta comprese quante cose fosse riuscita a fare... 

Varie peripezie mi hanno portato a leggere il secondo volume lo scorso mese e quindi è diventato prioritario leggere il primo volume, di cui ora mi accingo a scrivere la recensione.
La protagonista è, come facilmente intuibile, Olga papel, bambina che vive a Balicò con la famiglia e gli amici. E’ una bambina speciale, col dono di incantare il paese con le sue storie, storie che lei stessa vive. Ed è su questo punto che gli abitanti hanno tutti una diversa opinione. C’è chi adora le sue storie, chi le crede, chi dice che è una bugia, che lei dovrebbe smetterla come sua nonna che teme per lei e cerca di farla desistere anche tirando in ballo Dio. Ma Olga senza storie non può vivere. E narra le avventure di un’altra Olga, fatta di carta, che compirà un viaggio per diventare umana. Vuole essere come gli altri.

17/01/18

Movie review - Coco


Ammetto che questo film quando l'ho notato l'ho snobbato. Pensavo fosse "semplicistico", di poco spessore. Invece ho fatto bene ad ascoltare vari suggerimenti dati da amici.

Il protagonista è Miguel, bambino messicano che aiuta la famiglia nell'attività di calzaturificio, attività che conducono da generazioni e perchè la capostipite fu abbandonata da un musicista che non tornò più e che doveva trovare di che sostentare sè e la figlia. Quindi a casa Rivera la musica è bandita, peccato che Miguel voglia fare di tutto per diventare un professionista e suonare. Ama la musica. Non sarà facile combattere con il clan familiare e sarà, inaspettatamente, il dìas de  los muertos a dare una mano al destino del ragazzino.

Il film all'inizio devo ammettere che mi ha annoiato, mi sembrava di non andare da nessuna parte e temevo che il lato fantasy e soprannaturale fosse ridimensionato o di poco conto, per quanto la visione fosse gradevole. Invece già quando Miguel lotta pubblicamente per la sua passione  sento il fuoco dentro.
Quando poi ci si sposta nell'aldilà e nelle scoperte che farà Miguel ci sarà una piscina di brodo di giuggole in cui sguazzare (io l'ho fatto!)! Ho anche apprezzato i ritmi delle canzoni.
E non si tratta solo di difendere le proprie passioni con le unghie e coi denti, cosa importantissima (pensavo spesso: vai Miguel! Quanto ho dovuto rompere io per poter leggere fumetti in santa pace perchè la gente "No, sono da bambini, smetti". Quindi approvo la tenacia del ragazzetto).
Viene insegnato a rispettare gli altri, ad aprirsi, a cercare le origini e le risposte.
Il messaggio principale è "non arrendersi mai", ma c'è tanto che si può prendere.
Anche a livello culturale. Se la tradizione messicana è davvero così è assolutamente più solare della nostra, in Europa. 
E l'ambientazione nell'al di là? Che figata è????? Sarebbe bello fosse davvero così. Io un pò lo spero!
Non vedo l'ora dell'uscita del dvd o della trasmissione in tv per vederlo nuovamente coi bambini!

16/01/18

Recensione di Illuminae di J. Kristoff ed A. Kaufman

Trama: Quel giorno, quando si è svegliata, Kady pensava che rompere con Ezra sarebbe stata la cosa più difficile da affrontare. Poche ore dopo il suo pianeta è stato invaso.

Anno 2575: il cielo di Kerenza, un pianeta poco più grande di un granello di sabbia coperto di ghiaccio e sperduto nell'universo, si oscura all'improvviso. Tra le esplosioni e le urla degli abitanti terrorizzati, una squadra d'assalto delle BeiTech, una potente corporation interstellare, dà inizio all'invasione. Ed Ezra e Kady, che si rivolgono a malapena la parola, sono costretti a cercare insieme una via di fuga.
Alcuni giorni dopo, però, un mortale virus mutante inizia a diffondersi a bordo di una delle navi sulle quali si trovano i due ragazzi e gli altri superstiti. Come se non bastasse, AIDAN, l'intelligenza artificiale che dovrebbe proteggerli, pare essersi trasformato nel nemico. E nessuno dei militari incaricati delle operazioni di salvataggio sembra intenzionato a spiegare ciò che sta accadendo. Quando Kady riesce ad accedere a informazioni strettamente riservate, le è subito chiaro che l'unica persona che può aiutarla è anche l'unica con la quale pensava non avrebbe più avuto nulla a che fare.
Attraverso un corposo dossier riservato composto da resoconti militari, trascrizioni di interrogatori, rapporti medici, intercettazioni, email e tanto altro, Illuminae ci parla, documento dopo documento, del prezzo della verità, di vite spezzate e del grande coraggio di eroi di tutti i giorni.

Questo libro mi è stato regalato ed aspetta da un buon lasso di tempo di essere letto.

 Kady ed Ezra sono due abitanti di Kerenza e si sono appena lasciati. Non sanno che tra poche ore la vita non sarà più la stessa e che la colonia verrà invasa, costringendo tutti ad una fuga precipitosa a bordo della Alexander, della Copernicus e della Hypatia. Questo sarà solo l'inizio di un lungo incubo.
Il tutto ci viene presentato in forma di file: una raccolta di report, comunicazioni, dati preparati. Tutti facente parte di una relazione sull'attacco e su quello che è successo dopo.
L'idea è geniale. Ho letto conversazioni tra membri dell'equipaggio, interviste a Kady ed Ezra in seguito all'attacco, mail, documentazione ufficiale, mappe e planimetrie delle navi, diari, nonchè "battaglie nello spazio" che sono da leggere coi propri occhi perchè spiegarle a parole è assurdo e pure i dialoghi interiori e non dell'intelligenza artificiale della nave Alexander.

12/01/18

Recensione de Il caffè delle seconde occasioni di Alison Kent

Trama:Kaylie ha deciso di tornare a Hope Springs, la cittadina in cui è cresciuta circondata dall’affetto di Winton e May, che l’hanno accolta nella loro famiglia come una figlia. Ora che non ci sono più, ha acquistato la casa in cui ha vissuto con loro e ha deciso di trasformarla in un ristorante, il Two Owls Café. Kaylie vuole dare una svolta alla propria vita, e vuole farlo a partire dalla passione più grande che May le ha trasmesso: preparare dolci, soprattutto brownies. Sarà Ten Keller, il tuttofare più abile della città, gentile e affascinante, a occuparsi dei lavori. Ten è subito attratto dalla nuova arrivata, ma l’animo di Kaylie è chiuso e indurito dalle esperienze drammatiche di un passato che la tormenta ancora nei suoi incubi notturni. I suoi veri genitori l’hanno abbandonata da bambina, e lei ha bisogno di scoprire come sono andate le cose. Quando anche Ten le rivela una macchia oscura nei propri ricordi, Hope Springs sembra poter diventare lo sfondo perfetto di una splendida storia di amore e di riscatto.
Per una challenge a cui partecipo sono diventata matta a cercare di capire che libro fosse quello che avrei dovuto indovinare tramite un incipit. Grazie alle mie compagne che lo hanno trovato (grazie Spacciatrice di Libri), però non mi ispirava e sapevo che avrei rischiato la lapidazione nel caso non lo avessi letto, così è finito nelle mie letture immediate.
Tutto comincia con Kaylie che effettua un pagamento (tacci sua!!! Farsi i fatti propri??XD) per rilevare la casa dei suoi ex genitori affidatari ed avviare un caffè. Da tempo il richiamo di casa era forte e voleva riallacciare un legame con la parte buona e chiara del suo passato, ma al contempo cercare la verità sul perchè la sua storia familiare sia stata tanto disastrosa e per farlo dovrà cercare informazioni sui suoi genitori che non hanno mai chiesto di lei ne l'hanno, a quanto pare , cercata. 

09/01/18

Recensione di le nostre anime di notte di Kent Haruf

Trama: È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?
Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.

Avrei voluto leggere questo libro a novembre, ma non mi è arrivato per tempo.
Se non mi fosse stato proposto probabilmente nemmeno lo avrei considerato. I protagonisti sono due anziani e non sono i miei personaggi preferiti di solito, però gli ho dato una possibilità.

L'inizio della storia è particolare. Addie, settantenne in ottima forma, propone a Louis, vedovo come lei, di passare la notte insieme e farsi compagnia. Inaspettatamente lui accetta e così inizia una routine rassicurante per i due vecchietti, nonostante all'inizio ci sia voluto un pò ad ingranare il rapporto.
Purtroppo i due abitano in un centro urbano piccolo e chiuso di mente. 
I due verranno criticati da tutti, perfino dai figli, ma i due se ne fregano e vanno avanti.

08/01/18

Recensione di Tutto Cambia di E. J. Howard - I Cazalet -Quinto volume

Trama: …E alla fine sono arrivati gli anni Cinquanta. Quest’ultimo romanzo della saga dei Cazalet si apre con una perdita significativa: la Duchessa viene a mancare. Andandosene, porta via con sé gli ultimi frammenti di un mondo che sta scomparendo: quello della servitù domestica, della classe sociale, della tradizione. È quel mondo polveroso, dalle atmosfere d’altri tempi, che ci aveva conquistati all’inizio di questa appassionante storia. Molti anni sono passati, molte vicende ci hanno fatto sorridere e commuovere, molte cose sono cambiate. Il mondo moderno si dimostra pieno di insidie, e gli uomini Cazalet si rivelano poco equipaggiati per affrontarlo e incapaci di seguire le orme del padre: la gestione dell’azienda di famiglia non è cosa facile, e ogni certezza viene meno. Nel frattempo, le donne cercano di farsi strada, ognuna a modo suo. Louise, ormai divorziata, resta invischiata in una relazione con un uomo sposato, mentre Polly e Clary faticano a conciliare il matrimonio e la maternità con le loro idee e ambizioni lavorative; Villy, da tempo abbandonata dal marito, alla fine deve imparare a vivere in maniera indipendente. Ma sarà Rachel, che ha sempre vissuto per gli altri, a dover affrontare la sfida più difficile… Nelle commoventi pagine finali, una nuova generazione Cazalet si ritrova a Home Place per Natale. Solo una cosa è certa: niente sarà mai più lo stesso.

Ed eccoci alla fine. 
Quando ho aperto il libro, la prima sorpresa  è stata: ma i capitoli sono brevi, inaudito per la Howard. E già qui dovevo iniziare a tremare. Invece mi sono goduta la lettura bella tranquilla.
Le vicende riprendono pochi anni dopo, nel dopoguerra ed è tutto vivace, eccezioni a parte (vedi Villy è l'incapacità di andare avanti).
Polly e Clary sono immerse nelle loro vicende familiari. L'una fagocitata da progetti, quattro figli ed una casa più grande di lei. L'altra annullata dalla questione economica (e la capisco molto, molto, molto bene) e che ha messo momentaneamente da parte il proprio sogno di scrittura perchè la vita familiare è bella ed appaga, ma impiega ogni energia. Quest'ultima affronterà anche un'imprevedibile crisi che mi ha sconvolto un sacco!

06/01/18

Recensione de la ghostwriter di Babbo Natale di Alice Basso

Trama: Per la maggior parte delle persone il Natale è il periodo più bello dell’anno: strade illuminate, cene in famiglia, regali da scartare. Ma non per Vani Sarca. Per lei, che normalmente odia la prossimità delle persone, il Natale è il peggior incubo che si possa immaginare. Non vorrebbe fare altro che restarsene da sola a leggere i suoi amati libri e continuare a indossare il suo look noir, così poco in tono con le tinte natalizie. Eppure una ghostwriter come lei non può mai andare in vacanza, nemmeno a Natale: c’è sempre bisogno della sua dote speciale, della sua capacità di comprendere le persone solo da un gesto, da un’inflessione della voce, da un atteggiamento. Insomma, anche sotto le feste deve vestire i panni di qualcun altro... e non di uno qualunque, ma addirittura di Babbo Natale. 

Ho deciso di concludere le festività natalizie con una recensione più adatta al 25, ma in un certo senso siamo ancora nel periodo. 
Da troppo tempo non leggevo nulla di Alice Basso ed è come bere acqua fresca dopo ore nel deserto rovente. Peccato che il racconto sia così breve, quasi una bottiglia da 0.50 cl.
La brevità però è compensata dalla qualità e  da una chicca che molti lettori hanno desiderato : Vani Sarca agli inizi, prima ancora de Le edizioni L'Erica.
Infatti, nei libri ufficiali conosciamo una Vani scafata, già avviata al mestiere, più che cinica. Ma la Vani giovanissima, bimba proprio, non me la sarei mai aspettata come regalo di Natale.
La troviamo felicissima di poter stare a casa, malata, sola il giorno di Natale che tra l'altro odia. Ma che idea ha la sua famiglia "amatissima"? Andare a trovarla perchè da sola a Natale non può stare! Chiaramente mescolando abilmente recriminazioni a finta preoccupazione. Ovvero la catastrofe! A salvarla però ci pensa una crisi dal piano di sopra che crea un parapiglia rumoroso... C'è una festicciola natalizia tra bambini delle elementari, ma uno di loro ha rubato un gioco, non si sa chi e rischiano di scannarsi anche i genitori. Pur di liberarsi della famiglia Vani è ben felice di immergersi tra gli infanti, non sapendo ancora che dovrà fare la ghostwriter per conto di Babbo Natale.
E quante risate ragazzi! Vani è nata spettacolare, c'è poco da discutere. Nemmeno mezz'ora di lettura, ma comunica più questo racconto che storie da mille e passa pagine  a volte.
Io vi consiglio di fare questo tuffo nel passato a costo zero. Sì, zero, perchè Alice Basso ci ha fatto questo regalo di Natale.

05/01/18

Movie Review: Ballerina

Che io ami l'animazione non è un mistero per nessuno e posso solo che ringraziare i giapponesi.
E' da marzo che cerco di vedere questo film e finalmente ci sono riuscita! Volevo vederlo io, ispirava mio figlio e ce l'abbiamo fatta apprezzandolo molto. Lo abbiamo pregustato tramite il libro del film, ma le pellicole animate sono migliori nella loro forma originale. La versione cartacea è per rivivere le scene più belle.
Cosa ho amato della storia?
L'animazione tardo ottocentesca, infatti Félicie, orfana francese, scappa dall'orfanotrofio assieme all'amico Victor alla volta di Parigi ognuno per coronare il proprio sogno: lei diventare ballerina di danza classica e lui un famoso inventore. I due arrivano quando la Tour Eiffel è ancora in costruzione e le cose non sono facili da subito, soprattutto per lei che scampa a varie avversità per finire ad assistere alle prove della famosa ballerina Rosita Mauri e  trovare amicizia in Odette,la sguattera della famiglia Le Haut. Grazie alla furbizia ruberà l'identità e il posto alla scuola di danza dell'Opéra a Camille, la rampolla di casa, ma il cammino sarà difficile.  Riroverà Victor (o meglio lui trova lei), stringerà altri legami e lotterà duramente per il suo sogno.
Altro punto forte della storia: non arrendersi mai, dare completamente sè stessi per raggiungere l'obiettivo e realizzare il proprio sogno, nonostante le avversità.
Poi bè le musiche, Parigi, la danza classica che è di una grande grazia come disciplina, l'agilità di Félicie e le sue improvvisazioni, la lealtà di Victor, l'antagonismo tra Félicie e Camille che c'è dalla prima volta che si sono viste in casa di lei.
Un film proprio bello sotto tutti i punti di vista e per ogni età, regala gioia, speranza e voglia di fare.

04/01/18

Recensione di Allontanarsi di E. J. Howard

Trama: È il 1945 e la guerra è finita. Il momento tanto atteso e sognato dai Cazalet per anni è finalmente arrivato. Eppure l’eccitazione di fronte alla notizia che le armi sono state deposte è ormai sopita, e l’Inghilterra è ancora paralizzata nella morsa della privazione. Mentre l’impero si disgrega, a Home Place i Cazalet si apprestano a trascorrere quello che ha tutto il sapore dell’ultimo Natale insieme: il sapore malinconico del tempo che passa. I bambini sono ormai cresciuti, le ragazze si sono fatte donne, gli adulti cominciano a invecchiare.

La lunga convivenza forzata è finita e la libertà obbliga a prendere delle decisioni: dovrebbe essere un momento felice, ma la guerra ha lasciato una ferita profonda, e ricominciare non è facile. Il futuro è incerto e una patina triste ammanta le giornate. Per ognuno è giunto il momento di prendere la propria strada, e inevitabilmente ciò porterà i membri della famiglia ad allontanarsi l’uno dall’altro.
In questo riassetto difficile, gli amori faticano più di tutti: le coppie che erano state divise dalla guerra stanno lottando per rimettere insieme i pezzi, mentre per quelle che la guerra aveva tenuto insieme forse è ora di ammettere il proprio fallimento. Ma nelle ultime pagine comincia a soffiare un vento nuovo: ce ne accorgeremo nel finale a sorpresa, che riaccenderà la speranza…

Ho iniziato questo libro a dicembre per poi abbandonarlo a dicembre perchè il periodo era frenetico, avevo altro da leggere ed ai Cazalet occorre dedicare tempo.
Gennaio non è che sia un mese senza impegni, ma almeno il tour de force delle festività è finito.

Quando giorni fa ho ripreso il volume pensavo di intitolarlo "Mai una gioia". 
Rupert è tornato dalla Francia, vivo contro tutti i pronostici ed oltre i termini della fine del conflitto. Di cosa abbia fatto in Francia e come abbia vissuto in tutto questo tempo non è dato saperlo, anche se al lettore viene fatto ben più che intuire. Zoe è paralizzata dal suo ritorno, mentre il ricordo di Jack perdura. Entrambi non sanno come rimettere assieme il loro matrimonio.

Violenza contro le donne - Pomeriggio in biblioteca

Buongiorno,
come sempre arrivo tardi, ma il risultato è quello di recuperare arretrati.
Oggi voglio parlarvi dell'incontro in biblioteca in occasione del 25 novembre 2017 per la giornata mondiale della violenza contro le donne.

Il tema introdotto è noto, ma è bene parlarne sempre.
Le letture sono state condotte da Margherita Stevanato, una lettrice fantastica ed evocativa. Tutte le storie narrate fanno venire la pelle d'oca tanto la Stevanato è coinvolgente e l'accompagnamento al piano è stato perfetto. 
Le storie raccontate sono poche.
Capitan Omicidio di Dickens e Fabian Negrin è splendida ed evocativa. Un retelling magistrale e breve, ma che gli scrittori di oggi si sognano. Un'opera che non conoscevo, però è stata meravigliosa.
Tra le altre opzioni Ferite a Morte di Serena Dandini, serie di racconti a tema, e Io ci sono - La mia storia di non amore di Lucia Annibali, l'autobiografia della giovane il cui volto fu sfigurato dall'acido pochi anni fa.
Le altre due letture, un reportage giornalistico ed un libro illustrato. Entrambi sono ormai introvabili e non ricordo i titoli, purtroppo, altrimenti almeno l'illustrato avrei provato a cercarlo che dovrebbe intitolarsi più o meno "bruciata dalle stelle". E' speciale, la storia di questa donna che si rompe e del marito che se ne dimentica, molto delicata.
Aggiungo che sarebbe il caso di parlare di rispetto e non violenza per tutti, non solo per le donne che sono le vittime più celebri, ma non le uniche. Si fa violenza contro bambini, deboli, animali, uomini... Il rispetto dev'essere per tutti e non dobbiamo dimenticarlo, ma agire perchè sia così ogni giorno per tutti.